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Io e miei compagni di classe presso l’Orto botanico “Pietro Castelli” di Messina 23/03/2017

Quella di oggi non è stata una regolare giornata scolastica, ma molto di più, poiché dopo le prime due ore di lezione, accompagnati dagli insegnanti , io e i miei compagni di classe, ci siamo recati a piedi presso l’orto botanico “Pietro Castelli “ di Messina
La maestra Pina, infatti ha accolto con piacere il progetto sulla Biodiversità , a cura dell’associazione “Rete Natura 2000”
La nostra guida Valentina, una ragazza molto garbata e gentile, ha raccontato a noi tutti la storia dell’orto botanico che nel tempo è stato distrutto e non esiste più alcun traccia. Questo attuale è nato successivamente ed ha preso il nome di orto botanico “Pietro Castelli”. Costui è stato il primo botanico a prendersi cura dell’antico orto , nato nel 1600. Di quest’orto non rimane più nulla perché in quel periodo a Messina dominavano gli spagnoli, i quali per punire i messinesi, dopo una rivolta, lo distrussero completamente. Sono dovuti passare circa due secoli prima che a Messina nascesse un nuovo orto. Quello in cui ci troviamo oggi, quindi , è quello successivo, che risale alla fine del 1800. All’inizio della sua fondazione , l’orto era molto più grande rispetto ad oggi. Anticamente misurava 40.000 metri quadrati, rispetto a quello attuale che misura invece circa 8.000 metri quadrati e quindi un tempo era 4 volte più grande. In seguito, infatti, sono state costruite strade e case che hanno ridotto l’estensione dell’orto. Inoltre, nel 1908, a causa del terremoto di Messina, molte persone persero le proprie case e quindi si decise di donare a questa gente alcuni terreni di proprietà dell’orto botanico, per dare loro la possibilità di ricostruire.
Poi, Valentina ci ha condotti in una saletta , dove non solo abbiamo assistito alla produzione della carta riciclata , ma ciascuno di noi ha avuto la possibilità di fare quest’ esperienza con le proprie mani.
Innanzitutto, abbiamo visto che la carta viene ridotta in tanti pezzetti che vengono inseriti in un recipiente per essere frullati e successivamente il miscuglio viene versato in una bacinella. Una volta sufficientemente piena, vengono immerse due cornici sovrapposte , di cui una dotata di rete, e poi si agita bene il tutto in modo da far depositare sul fondo i pezzettini di carta. Si fa scolare l’acqua, sollevando le cornici, di cui quella priva di rete si solleva , mentre l’altra si capovolge e si tampona. Viene rimossa anche la cornice con la rete e si lascia asciugare al sole.
Il giorno dopo si ottiene un foglio ruvido . Abbiamo avuto modo di toccare i fogli realizzati dai bambini che erano venuti nei giorni precedenti . Io ho eseguito tutto il procedimento insieme alla mia compagna Sofia ed è stato emozionante e divertente.
Dopo questa esperienza , sotto la guida di Valentina , abbiamo visitato le meraviglie dell’orto botanico.
Cerano tante specie di tartarughe , di diverse dimensioni, che se ne stavano in parte all’ombra e in parte al sole.
Abbiamo poi ammirato la biodiversità vegetale :
Le felci sono delle piante antiche , più dei dinosauri e si riproducono attraverso le spore. Possono essere di diverse dimensioni. Il suo germoglio è un ricciolino che dà vita a una nuova fogliolina. L’insieme di più foglioline dà origine a una foglia gigante.
Abbiamo osservato poi le “ Dionee”, piante insettivore ,di origine non italiana,, che di solito crescono nelle palude, dove non ci sono sali minerali e per questo si sono evolute trasformandosi in delle “trappole” che catturano gli insetti contenenti azoto. Questi insetti vengono poi sciolti dall’acido corrosivo che contiene la pianta.
La “Drosea” è un’altra pianta insettivora, non italiana, che produce delle goccioline di colla, al cui contatto gli insetti ne rimangono appiccicati.
Una pianta che mi ha colpito particolarmente è quella del Papiro di Siracusa, dalla cui lavorazione si ottiene la carta pregiata che da essa prende il nome, che abbiamo, studiato a scuola.
Il Ficus dell’Australia è un albero che ha almeno 100 anni. Sembra che si siano riuniti tanti alberi insieme, invece è soltanto uno. In realtà si tratta di radici aeree che assumono l’aspetto di tronchi intrecciati. Queste radici hanno la funzione di assorbire dall’aria l’ossigeno. Il Ficus è inoltre costituito da una chioma gigante
Nell’orto erano presenti anche una grande varietà di piante grasse, sia all’esterno che dentro delle serre. Esse sono tipiche degli ambienti aridi e per sopportare la siccità immagazzinano acqua nelle foglie, che in tal caso sono grandi e carnose , oppure le riducono in spine.
Esistono poi delle piante chiamate Pelargoni che profumano come i gerani. Se noi proviamo a strofinare le foglie, fanno odore di altre piante come di menta, di limone, o addirittura possono emanare cattivi odori.
Oltre alle piante già descritte , abbiamo osservato tante altre specie , ciascuna con le proprie caratteristiche , come: Palma Nana, Falso Pepe, Camellia e tante altre ancora, dai nomi complicati.
Un’attenzione particolare va rivolta alla compostiera , formata da rametti e foglie che vengono degradati da animali che vivono nel terreno , funghi, batteri che la trasformano in humus , un concime naturale.
Avrei ancora tante altre cose da aggiungere alla mia relazione , poiché , quella di oggi, si è rivelata un’esperienza molto ricca ed interessante.
Scrivo semplicemente che vorrei tanto che si ripetesse, così da approfondire ancora di più le mie conoscenze in questo campo.
Lorenzo Russo IVB